Ve la giro come me l'ha mandata un compagno del PCL, è una bella provocazione:
Si parla di bollettino di guerra, di strage, di omicidi; reiterati non preventivati. Si piange per qualche giorno in maniera corale, con i media che riportano i discorsi dei rappresentanti istituzionali : i quali sostengono che esistono leggi attente al fenomeno, ma che non vengono rispettate, qualcuno sostiene addirittura che una parte della responsabilità compete anche agli stessi lavoratori
.Nessuno però ha ancora arrestato, processato, condannato in via definitiva multato, sequestrato i responsabili di questa immane iattura che in questi ultimi tempi , nonostante le statistiche ,miete sempre più vittime, che non sono solo i morti, ma gli invalidi permanenti, e tutti coloro che non possono più svolgere dopo un incidenti le stesse mansioni di prima.
Da due mesi in tutta Italia, ma qui in provincia di Savona in particolare, si è dato grande risalto alle ronde per la sicurezza dei cittadini,con forti polemiche pro e contro.Nessuno ha pensato di istituire le ronde per verificare sanzionare immediatamente tutti coloro che non rispettano le norme della sicurezza sul lavoro, e che abbiano anche la facoltà di inchiodare immediatamente alle loro responsabilità i datori di lavoro, che, comunque e sempre, sono responsabili, alla fine, della sicurezza nei luoghi di lavoro.
Creiamo le ronde per la sicurezza dei lavoratori, gruppi di ex lavoratori che vadano in giro per i cantieri le fabbriche e segnalino subito le infrazioni, le violazioni dei presidi per la sicurezza sul lavoro.
Le ronde: che vadano a verificare come viene svolto il lavoro nei cantieri nelle officine, che possano verificare i materiali i processi produttivi i prodotti le scorie i rifiuti delle lavorazioni, Diamo a questi la potestà di verificare se le esalazioni delle fabbriche siano non solo conformi alle norme (che il più delle volte sono anche troppo permissive)ma siano realmente non pericolose. Facciamo verificare come gli operai gli addetti in genere affrontano il pericolo. Siamo i primi a dire che facciamo affermazioni utopistiche: altro che ronde, in questo momento ci vuole ben altro.
Un tempo le disgrazie, i morti gli invalidi -si diceva -accadevano perché molti lavoratori conoscevano poco e male quello che stavano facendo.Cosa è cambiato da allora ad oggi: Parecchie cose si sono aggiunte ad aggravare i rischi. In primo luogo il fenomeno della esternalizzazione è causa principe di incidenti , L'affidamento di mansioni che prima erano svolte all'interno della fabbrica,e che la lunga esperienza dei lavoratori e la informazione puntuale e i tempi giusti di intervento, garantivano il corretto utilizzo dei macchinari, la attenta valutazione dei processi produttivi e costituivano una naturale barriera alle disgrazie; oggi invece in molti casi queste funzioni, determinanti per la sicurezza sul lavoro, sono svolte da cooperative di servizi; più preoccupate di mantenere gli appalti e meno attente nello svolgimento di un effettivo servizio di prevenzione e manutenzione..
Allora, nei tempi andati, non vi era la puntuale legislazione che oggi esiste, ma gli omicidi bianchi continuano ad aumentare. Cosa manca dunque. I controlli, il rispetto della dignità dei lavoratori che vengono sempre più considerati come un tempo venivano considerati i fanti sui fronti delle guerre.
Manca la presenza attiva dei presidi, manca l'attenzione al diritto alla vita serena e sicura. Oggi conta il maggior profitto, realizzabile con il sacrificio rituale del lavoratore che può essere mandato al massacro come è accaduto alla Thyssen di Torino, fatto lavorare con materiali pericolosi per la salute, ben sapendo quali siano i danni , sicuri che comunque anche quando le cose vengono alla luce e i fatti luttuosi accadono il "sistema" capitalistico salverà sempre il maggior responsabile : il padrone.
Oggi è in atto un confronto tra Confindustria e Rappresentanti dei lavoratori nel quale si parla di contrattazione aziendale, per garantire una maggiore produttività. Forse ci manca qualche informazione ma in questi confronti vorremmo sentir parlare di sicurezza sul lavoro, di mantenimento delle condizioni di attenzione ai processi di produzione.
Vorremmo anche udire la voce possente della classe lavoratrice rivendicare con forza per i suoi componenti il rispetto della loro dignità e della loro vita
Giorgio Magni
